sabato 20 giugno 2020

I 50 #RESTARE# di Filippo Biarese


“Resta qui, non venire – le disse abbracciandola sul molo - d'altronde non resta tempo: l’hai lasciato passare tutto e non ha più senso ora. Meglio restare sereni, restare tranquilli, restare fermi. Restare, trattenersi, non procedere oltre, rimanere, restare.” Poi si girò per raggiungere gli altri che si stavano togliendo le scarpe per restare scalzi sulla barca.

Lei pensò che restava poco di tutto quello che era stato: ‘non resta che qualche svogliata carezza’ avrebbe detto il poeta e non aveva senso restare aggrappati ad un’illusione. Si voltò per tornare verso la spiaggia dove restavano alcune cose da recuperare. “Non devo restare sola questa sera – pensava camminando – resta poco del giorno:resterò con gli altri fino al buio, se restassi sola mi sentirei mancare il fiato. Meglio qualche parola e qualche sorriso. Ne restano tanti anche senza di lui.”

Si spostò a prua mentre gli altri discutevano della rotta e si sdraiò lungo una gomena: restò in silenzio. Restò fermo, come lui stesso aveva raccomandato a lei. Pensò al ‘po’ di tenerezza’ che era restata e al rischio di restare impigliati nel passato. La barca sarebbe restata ormeggiata ancora per poco e avrebbero preso il largo con la prima luce del mattino. “Quanto resta della notte?” si chiedeva cullato del lieve beccheggio.

“Resta qui! Resta con me!” Avrebbe voluto dirgli. Così come aveva fatto tante volte per poi spiegare che invece si sentiva soffocata, che aveva bisogno di restare un po’ sola, che non poteva restare solo sua, che la loro storia restava priva di quell’intensità per lei tanto importante. Gli altri scherzavano intorno ai bicchieri dei cocktail esotici del locale sulla spiaggia, guardavano chi era restato sulla battigia e ora si tuffava in mare nonostante il buio della notte.

‘Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno…’Qualcuno in coperta aveva messo vecchia musica che lo distolse dai pensieri. Restò sorpreso nel riconoscere la canzone e si alzò per raggiungere gli altri: restavano poche cose da fare prima di salpare. Vennero mollati gli ormeggi, restò colpito dal sentirsi leggero mentre fissava le bitte che restavano ferme sulla banchina mentre la vela prendeva il largo.

Nel bungalow non riusciva a prendere sonno e restando sveglia fissava le pale del ventilatore sul soffitto rigirandosi nel letto. Restare amici, restare amanti, restare soli. Il non essere restata fedele aveva innescato l’ennesima tempesta, ma lui era restato calmo: aveva parlato con pacatezza, anche con dolcezza e aveva detto che non restava molto da fare. Lei era restata in silenzio guardando il pavimento e i restanti minuti di quell’afoso pomeriggio si erano consumati con naturalezza rassegnata. Restavano impegno e prenotazione del viaggio da tanto pianificato: il mare caldo, le isole desiderate, l’avventura in barca a vela. Il programma restò invariato e si partì insieme comunque, due giorni dopo.

La brezza del mattino gonfiò la randa, era il suo turno: scavalcò il boma e si sistemò: restò al timone ‘combinando la rotta e la deriva’. La costa alle spalle in lontananza restava ferma nel caldo dell’estate, l’orizzonte di fronte era immenso e intenso. Era toccato a lui il peso della scelta e, a suo avviso, era restata una sola mossa buona: decidere era stato come prendere il mare ed ora un sorriso restava sulla sua faccia all’inizio dil quel viaggio. Sereno, lo sguardo lontano, convinto di quanto è importante restare fedeli a ciò che siamo.

(50 modi di dire "Restare")

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