Reading e Spettacoli

Il punto di partenza:
un lavoro corale di contaminazione.
Parole e musica. A volte immagini.
La visionarietà prodotta dalle parole e dalle immagini.
Una ricerca vocale combinata.
Un approccio di divertissement e di relazione con il pubblico.
Trasformando lo sguardo di chi guarda attraverso la presenza nel lavoro.

SENZA FIATO
di e con con Elisa Dani
liberamente tratto da "I Racconti del Terrore" di Edgar Allan Poe
Un racconto lo puoi leggere d'un fiato
e a volte ti mette in moto e ti conduce chissà dove
per riportarti sano e salvo lì dov'eri nel giro di mezz'ora o poco più.

Certi racconti non ti abbandonano mai davvero
magari ti dimentichi chi li ha scritti o come si intitolava la storia
a volte ne dimentichi la trama
ma se un racconto arriva a toccarti dentro: ti resterà accanto.

La lettura è un assaggio squisito di alcuni racconti di Adgar Allan Poe:
una discesa nel buio lucido e lucente della sua scrittura
attraverso la parola "nuda" ed un tappeto sonoro
che spazia da Alan Parsons a Ryuichi Sakamoto.

Edgar Allan Poe (Boston 1809-Baltimora 1849)
è considerato tra le figure più importanti della letteratura americana.
Inventore del racconto poliziesco (decetvie story) e del giallo psicologico (psycological thriller). Ispiratore di molti attuali scrittori del genere Fantasy.
(foto di Giorgio Olivero)



PASSAGGI DI CONFINE
di e con Elisa Dani (voce) e Franco Olivero (musica dal vivo)
Un equipe di ricercatori ha dimostrato che il rischio di estinzione della farfalla del genere Melitea aumentava tra i lepidotteri che si incrociavano soltanto all’interno del loro gruppo.
Diminuiva se l’incontro avveniva con gruppi diversi dal loro.

L’esperimento viene preso in considerazione
per stimolare una riflessione sulle parole 
della ricercatrice Isabelle Olivieri che dice:
“ Oggi ci si scontra ancora con una specie di razzismo
 di idea di purezza delle razza che indugia nella mentalità della gente
che vuole che si cerchino di evitare gli incroci tra le popolazioni differenti”.
L’incrocio molto spesso è fonte di paura.
Alcuni passi tratti dal romanzo di T.Ben Jelloun “A Occhi Bassi”
e alcuni riferimenti cinematografici contemporanei raccontano la complessità
all'interno di ogni incontro tra culture diverse portatrici di aspetti arcaici e religiosi profondi.

“A occhi bassi” è la storia di una ragazza
che vive il passaggio dal proprio paese di origine alla Francia.
Una cultura diversa quella occidentale che spesso omologa
o confina le diversità nelle periferie.
La lettura intende invitare lo spettatore a mettersi nei panni dell’altro
ad entrare in empatia con la protagonista della storia
per comprendere emotivamente il suo mondo interno.
Per sviluppare uno sguardo più ampio che non semplifica.
Per intravedere molteplici aspetti e sfacettature di una stessa realtà.

E’ una storia di sradicamento e di re-innesto
un viaggio anche dentro se stessi e dentro il proprio mondo di credenze:
la paura dell’ignoto i propri desideri o aspettative.
Come ogni PASSAGGIO contiene in sè una nuova energia di vita
per ampliare i propri orizzonti di pensiero.
 La storia diventa un pretesto per parlare della propria identità
e delle diversità presenti in ciascuno.
(foto di Giorgio Olivero)


P.P.P. Piccolo Principe Pop
liberamente tratto da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry
di e con
Elisa Dani (voce)
Michele Dimiccoli (dj bubu)
Francesca Reinero (immagini)

adattamento del testo Elisa Dani

Attraverso la rivisitazione “libera” dell’opera
ed il connubio voce/immagine
su di un tappeto sonoro continuo
le parole di Saint-Exupéry risuonano con ritmo
a sottolineare come valori: i beni relazionali.
L’amicizia la cura di sé e degli altri
la responsabilità e soprattutto il bisogno di essere amati.
Grazie ad un lavoro corale di contaminazione
la visionarietà di immagini nero/blu/azzurre accompagnate da sonorità pop
ed una ricerca vocale combinata
conducono il pubblico nel mondo surreale
di un libro conosciuto e famoso
spesso amato da grandi e piccini
provando a reinventarne un curioso approccio
di divertissement e di relazione con il pubblico:  trasformare lo sguardo di chi guarda attraverso la presenza nel lavoro.
La seconda parte dello spettacolo cerca
un rapporto più diretto con il pubblico.
Il pubblico stesso diventa “ il piccolo principe” a cui si rivolge la figura della volpe.
Proprio là dove vengono messi in gioco di più
i temi cari allo spettacolo: i beni relazionali.

Lo spettacolo ha diversi livelli di lettura e di rapporto con il pubblico perciò è versatile e si adatta alle varie fasce di età. Alcune parti di testo variano a seconda del pubblico a cui ci si rivolge. 

Lo spettacolo è affiancato da un progetto fotografico “E tu che principe sei” finalizzato a raccogliere volti di persone disponibili a mettersi in gioco con il proprio volto. I volti verranno utlizzati all'interno delle repliche degli spettacoli, quali volti di "piccoli principi". Ad ogni replica dello spettacolo verrà presentata l’iniziativa. 

(foto di Giorgio Olivero)

LADRI DI PANE
(per la giornata della memoria)
di e con Elisa Dani (voce) e Maurizio Baudino (chitarra live)
Da una corsa incomincia questa storia
e ne racchiude tante altre -di storie-
storie di bambine e bambini
che con la loro naturale voglia di vivere
hanno saputo superare prove quasi inimmaginabili.

La proposta con lo spirito di sottolineare aspetti
di tante storie particolari ed individuali
vuole tratteggiare con leggerezza un'unica storia tipo.
Raccontare la vicenda umana di un bambino
partendo dalla sua vita normale di gioco e spensieratezza
seguendone i suoi cambiamenti con l'arrivo delle leggi razziali
la reclusione nel ghetto sino la momento culminante del campo di concentramento.
Il racconto si snoda lungo un tracciato musicale suggestivo che ne segue l'incedere
accompagnandone il ritmo emotivo e l'intensità narrativa.

Lo spettacolo tesse la sua trama a partire da alcuni testi principali come
-L'isola degli Uccelli- e-Gioco di Sabbia- di U. Orlev
Misha Corre- di Jerry Spinelli -Stelle di Cannella- di Helga Scheider.



CHIAMAMI PER NOME
 di e con Elisa Dani e Franco Olivero (musica dal vivo)
uno spettacolo che parla di AFFIDAMENTO FAMIGLIARE

Questo spettacolo è nato
nell’ambito del progetto di comunicazione sociale
"Chiamami per Nome" realizzato in partnership
dai cinque consorzi socio-assistenziali CIDIS di Orbassano CISA Rivoli CISAP di Collegno/Grugliasco
CISSA di Pianezza ConISA di Susa
e finalizzato ad informare e sensibilizzare le comunità locali
sul tema dell'affidamento familiare nelle sue diverse forme 
e ad incrementare il numero dei potenziali affidatari.

E' dedicato a tutti quei bambini lì
che come Tex "hanno rischiato di morire di sete nel deserto
di sfracellarsi giù da una scarpata
o di congelare in una tormenta…”
ma poi qualcuno si è preso cura di loro
quando qualcun altro in quel momento
non poteva proprio farlo. 

Ci sono esperienze che sono proprie di tutti i bambini
per esempio la caduta di un dentino o l’arrivo di Babbo Natale
e altre che capitano soltanto ad alcuni
come  avere una “famiglia in prestito” .

Parole e musica per raccontare le storie di tanti “affidamenti”.
Assaggiandone i desideri (del bambino e delle famiglie coinvolte)
le fatiche e i piccoli miracoli quotidiani
con uno sguardo che ne fotografa la complessità
attingendo a suggestioni letterarie e testimonianze:
alla ricchezza del meraviglioso immaginario infantile.
(foto di Giorgio Olivero)


PAROLE DI GUSTO

senza immaginario soltanto gli avanzi
di e con Elisa Dani e Maurizio Baudino (chitarra-live)

Partendo dalle celebri parole della canzone di Mina “Ma che bontà”
la kermesse di passi letterari aneddoti riflessioni
si snoda in una partitura musicale dai ritmi vivaci
e accompagna lo spettatore a tratti ad assaggiare o ad inghiottire
a desiderare o a rifiutare
piatti cibi e situazioni conviviali
scelti nel panorama gastronomico letterario di tutti i tempi.
Si indaga il cibo come forma primitiva di conforto e come ultimo desiderio
come edificio del ricordo e come medicina fatale.
Mangiare è una ghiottoneria mentale estetica simbolica
un flusso di sapori colori odori desideri e riflessioni interiori.
Ci si sazia con il naso o con il ricordo di un sapore
e perché no anche con le parole.

Si mangia dunque anche con le parole:
da Proust a Giles Smith.
La scommessa di questa possibilità.

Reading realizzato nell’ambito di un convegno su cibo e cure palliative nei malati di cancro
tenutosi a Torino Lingotto e rivolto a personale medico ed infermieristico.




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